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4 de gennarju de su 2005
Dopo aver trascorso diverse settimane ad organizzare la missione, finalmente si parte. Destinazione: aeroporto Eseiza, Buenos Aires e poi General Las Heras, piccolo comune di provincia di circa diecimila abitanti, quartier generale della nostra attività.

5 de gennarju de su 2005
Arrivo all'aeroporto di Buenos Aires alle sette e trenta del mattino ora locale e via di corsa a G.ral (General) Las Heras, distante 60 km, "chiquito e muy tranquilo", come dicono tutti i suoi abitanti.

Un salto in camera per poggiare i bagagli e per una doccia e alle 11.00 visita all'Intendente (il sindaco) Juan Carlos Cal, che ci riceve con l'assistente sociale e con il Jefe (capo - assessore) de la Cultura. E' figlio di calabresi, peronista ed è al suo terzo mandato. Capisce un po' di italiano ma parliamo interamente in spagnolo. Ci conferma la piena disponibilità della Junta e di seguito, sempre nel Municipio, ci aspetta una conferenza stampa cui intervengono Canal 3, un'emittente televisiva locale, e un'emittente radiofonica.

Di seguito incontriamo Accion Social, un'organizzazione di volontariato, prevalentemente femminile, molto interessata a tutte le questioni sociali in Italia. Oltre che del progetto chiacchieriamo a lungo del riconoscimento istituzionale del volontariato, di violenza familiare, di psichiatria e di legislazione sociale. L'impressione è che qui in Argentina il volontariato sia più cosciente della propria portata politica, e non è difficile immaginarne le ragioni storiche e contingenti.

Nel tardo pomeriggio finalmente liberi (per via del fuso orario questa giornata per me diventa di ventotto ore) e alle 20.30 appuntamento per la presentazione del progetto alla società Italiana di Las Heras. E' animata dai discendenti degli immigrati italiani, conta 150 iscritti e funziona come un grande centro sociale e ricreativo. Con la società "Dante Alighieri" di Buenos Aires organizzano corsi di italiano, cui ogni anno prendono parte circa 70 persone, hanno un campo per una sorta di tennis, chiamato paddle e una grande palestra per ginnastica e danze. Parlo in italiano perché lo capiscono, anche se non lo parlano più e mi rispondono sempre in spagnolo. La struttura funzionava come una società di mutuo soccorso ma ora ha esaurito questa sua funzione.

6 de gennarju de su 2005
Oggi il primo giorno di corso per gli operatori, proprio nella sede della società Italiana, che ripeteremo i prossimi giorni. � articolato in quattro moduli di un'ora e mezza ciascuno:

1. SIDA: Conocimientos y prevencion del virus
2. Conocimientos y prevencion de drogas, alcohol, tabaco etc.
3. Prevencion de accidentes domesticos, primeros auxilios
4. Educacion alimentaria

Per ogni modulo la dot.sa Maria Laura Passarelli e la Lic. Norma Beatriz Massara trasmettono i contenuti delle discipline e portano i corsisti a individuare le modalità didattiche più adeguate per la trasmissione delle informazioni e delle norme di comportamento ai bambini che vivono in una situazione di rischio sociale.

Gli operatori vengono stimolati a immedesimarsi nel destinatario e a progettare iniziative educative che poi vengono discusse collettivamente. Questo ha richiesto che la classe fosse formata da non più di 10 - 12 operatori per volta, preferendo ripetere il corso per tre giorni sino alla formazione di circa 30 - 35 operatori.

Amos Cardia

Regione Autonoma della Sardegna
Servizio Politiche dello Sviluppo, Rapporti con lo Stato e le Regioni, Rapporti con l'Unione Europea e Rapporti Internazionali
L.R. 19/96