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Intervista ad Amos Cardia. 10 aprile 2010

Che tipo di ciclista sei? Domanda facile ma risposta impegnativa… Che ne so, non ho voglia di fare discorsi complicati! Risponditi guardando la bici, dalla bici si può capire molto di un ciclista.

Va bene, come è la tua bici?
Completamente rigida, costruita per fare bene le salite, più che per fare veloce le discese. Scendere pulito mi diverte, ma mi soddisfa di più salire bene. È una metafora.

Cioè? Salire rappresenta la vita, la determinazione nel conseguire un obiettivo. Alla discesa non riesco ad associare niente, se non un precipitare controllato, con la concetrazione per gestire bene i pericoli e arrivare in fondo sani. Ma da lì bisogna risalire, non si è in una bella situazione…

Meno male che non volevi fare discorsi complicati. Perché fai questa gara?
È una gara molto particolare, non ti impegni contro gli avversari, ma per rimanere forte e cosciente e gestire al meglio una situazione di disagio, in balia della forza della natura. Ma non si può spiegare così, sembrano tutti luoghi comuni.

È agonismo anche questo…
Certo, ma affascina perché è meritocratico. Doping a parte, vince il merito, qualche volta la fortuna, ma sempre in un quadro di merito. Il bello è questo, che funziona in modo diverso dal resto della società, non c’è nessuna commissione d’esame da poter corrompere. Gli unici accozzi (raccomandazioni) di cui puoi servirti sono quelli sulle tue gambe.

Ma non tutti hanno le stesse risorse per allenarsi come si deve e dunque prevalere…
Certo, ma faticano tutti. Per fregiarsi di un risultato bisogna allenarsi e fare la gara in prima persona. Sale sul podio chi ha fatto il lavoro davvero, non chi ha sfruttato la fatica degli altri. Visto come funziona in questa società, vedete se è poco...

Quale sarà la parte più difficile della gara? Credo che la parte più difficile non si presenti durante la gara, ma che sia prima della gara stessa. Per me la parte più difficile è trovare la tranquillità e il tempo in mezzo a mille faccende quotidian e di lavoro, per potermi allenare come vorrei e come dovrei.

Quindi la gara sarà una passeggiata?
Tutto il contrario ma, per quanto dura, la gara ti può anche rilassare, perché lì non hai più nessun impegno da conciliare, nessun’altra faccenda cui pensare. Pedali meglio che puoi e vai avanti sereno. L’unica preoccupazione è stare entro il tempo massimo.