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Valutazioni di Antonio Marino (Quartu Sant'Elena)

Valutazioni di Antonio Marino, il geologo sardo che ha tracciato il percorso

Faccio i complimenti a tutti gli atleti che hanno affrontato con determinazione il NatuRaid Sardegna 2010, un percorso lungo e impegnativo e reso ancora più difficoltoso dalla pioggia del primo giorno, dai tratti in notturna e dalla difficoltà di orientamento insita nelle caratteristiche del nostro territorio. In particolare devo elogiare tutti gli atleti sardi che hanno dimostrato una preparazione o comunque una forza di volontà fuori dal comune, spesso facendo gruppo, unendo le forze e facendosi compagnia, altre volte affrontando anche lunghi tratti in solitaria. Voglio elencarli tutti:

Matteo Melis, il più giovane degli atleti partecipanti con i sui 24 anni, iscrittosi quasi all’ultimo momento, che ha dimostrato più di tutti una forza e caparbietà di andare avanti al di là della stanchezza e del sonno (non si è mai fermato a dormire), con la scelta intelligente di unirsi, senza mai mollarli, a due dei più forti atleti presenti, Silvio Durchi e Raffaele Varzella. Lo hanno traghettato sino al penultimo check point (Mont''e Cena - Mont''e Genis) poi, vistosi superare dal forte belga Johann De Keukelaere , ha rotto gli indugi e si è lanciato all’inseguimento nella discesa verso Sinnai, dove non aveva più bisogno del road-book. Tra l'ultimo check point (Sinnai) e l’arrivo (Cagliari), lo ha superato arrivando PRIMO ASSOLUTO con 40 ore giuste, dandogli anche tre minuti di distacco. Silvio e Raffaele sono arrivati terzi a pari merito;
Pierpaolo Sulis, dopo Matteo è l’unico sardo che ha completato l’intero percorso lungo di 433 km in 55 ore, grandissima prestazione!
Luigi Olla ha resistito insieme a Pierpaolo sino al terzultimo check point (Villasalto, 363 km) e ha abbandonato per i forti dolori alle ginocchia che lo tormentavano già dai CP precedenti.

Poi abbiamo il gruppo del percorso corto di 330 km arrivati tutti assieme in 47 ore e 16 minuti:
Amos Cardia, che ha affrontato tutte le tappe con una calma e una leggerezza come se stesse facendo una delle sue escursioni;
Michele Casu, non ci sono parole, ha detto tutto lui nel suo dettagliato resoconto. Aggiungo solo i complimenti per la preparazione atletica che ha dimostrato.
Roberto Cotza, il nostro unico grande atleta del gruppo Sardinia Mountain Bike presente alla gara, che ha sorpreso tutti (penso anche se stesso) con una prestazione superba, instancabile e costante check point dopo check point sino al traguardo di Marina Piccola. Grande Roby!
Marco Melis, il nostro sindaco (di Arzana) estremo, che dopo il Rally di Sardegna ha voluto cimentarsi con successo anche in una competizione come questa, totalmente diversa perché in autosufficienza e in tappa unica.

Grande determinazione anche per altri due atleti che hanno abbandonato dopo 246 km. ma che si sono fatti altri 120 km di asfalto per arrivare con le proprie bici sino a Marina Piccola (secondo me avrebbero anche completato il percorso):
Elisabetta Mosso, triatleta alla sua prima esperienza con gare in bici su lunga distanza, l’unica donna sarda che ha avuto il coraggio (e che coraggio) di affrontare una competizione dura come questa. Sempre con il sorriso e con un’energia invidiabile (anche dai maschietti);
Michele Pinna, che è sceso dalla sua Arzana con l’amico Marco Melis per affrontare questa prova, che ha fatto gran parte della gara con Elisabetta con grande cavalleria, condividendo sino all’ultimo questa esperienza.

Anch’io, seppure se non abbia potuto partecipare - vi garantisco che la cosa mi è costata! - mi sono divertito tanto, osservando gli atleti nei vari passaggi ai check point riuscivo a percepire gli umori, gli entusiasmi, le paure e i dubbi, un po’ di tutti. Mi sono divertito anche nelle varie attività come l’organizzazione degli spostamenti e dei soccorsi, gestendo i check point e, anche restando isolato da solo, come nell’ovile a Murdega (al CP 12), ho trovato dei momenti positivi e forse sono questi che mi hanno sostenuto nei tre giorni dove ho dormito solo 45 minuti.
Ho visto che questi sentimenti li hanno provati anche tutti gli amici che ci hanno dato una mano, nonostante l’impegno e la stanchezza, si respirava un entusiasmo generale. Voglio ringraziarvi tutti, anche a nome di Maurizio, assistenti ai CP, ragazzi del Soccorso Alpino e tutti gli altri che in varia maniera ci hanno aiutato.
Grazie a tutti